giovedì 24 luglio 2008

Gluck, "Danza delle Furie"



Questo è solo per chi ha i miei stessi gusti musicali. O per pochi avventurosi. Enjoy! E citando Paolo Terni su Radio3, una bacchettata sulle mani a tutti quelli che dicono "ah, la classica è così rilassante!..." ...burini.

Alcune cose che farei se tentassi la carriera ecclesiastica.

Estratti dal NUOVO STATUTO DELLA CHIESA CATTOLICA ROMANA.

1) Il sacerdozio sarà abbordabile solo alle donne, che potranno scalare la loro brava gerarchia fino a diventare papesse.
2) La papessa è, naturalmente, anche il capo di tutte le chiese del mondo e di tutti gli stati temporali. Dovrà quindi rappresentare e adempiere ai riti di tutte le religioni e provvedere alle politiche di tutto il pianeta in qualità di monarca assoluto.
3) La carica di papessa è ricopribile dai 15 ai 30 anni d'età della candidata, passati i quali decade automaticamente. La giovinezza e l'irruenza sono ben gradite.
4) Il nubilato è severamente vietato: la donna sacerdote non può permettersi di avere tra i piedi insoddisfazioni, noia o tristezza. Le toccherà prendere almeno tre mariti - e sarà buona norma che abbia almeno una decina di concubini.
5) Sceglierà ad assisterla, oltre alle sacerdotesse di prammatica, un minimo di uno e un massimo di tre consiglieri maschi, non necessariamente estratti dai suoi concubini o mariti; il favorito verrà detto "Antipapa", gli eventuali altri "Vicerè" o "Maggiordomi".
6) Proibiti i maneggini familiari: la nuova papessa la elegge la folla insieme al conclave di cardinalesse e vescovesse.
7) L'unico maschio a poter essere papa, ovviamente, sono io; e sennò, come potrei metter su questo set di riforme? Il mio nome da papa sarà ARTASERSE PRIMO.

mercoledì 23 luglio 2008

Lucertole invadenti

"Una teoria che tenta di riassumere la maggior parte degli elementi delle varie ipotesi cospirazioniste sugli alieni è quella che ha fruttato fortuna e popolarità al giornalista britannico David Icke, il quale alla fine degli anni novanta ha introdotto la tesi che il mondo sarebbe segretamente governato dai rettiliani, una presunta specie aliena proveniente da Alpha DraconisNel 1999 Icke pubblicò un libro in cui sviluppa una tesi secondo la quale una razza di rettili umanoidi, chiamati la Fratellanza Babilonese, avrebbe conquistato il mondo e alcuni tra i più illustri personaggi storici sarebbero in realtà lucertole. Tra questi ci sono George H.W. BushBill Clinton, la Regina Madre e Kris Kristofferson. Icke, facendo riferimento a documenti come i Protocolli dei Savi di Sion, sostiene inoltre che un gruppo di ebrei, in particolare la famiglia Rothschild, avrebbe finanziato Adolf Hitler e favorito l'Olocausto. Queste teorie gli hanno valso l'attenzione sia di alcuni gruppi affini al neonazismo, in particolare Combat 18, sia di alcuni ebrei attivisti per l'anti-razzismo. In risposta a queste affermazione, Icke ha fortemente negato di essere antisemita e ha addirittura affermato che gli "illuminati" come la famiglia Rothschild sarebbero lucertole, non ebrei."


Wikipedia

...ah, volevo ben dire.


...pff...


...MUAAAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAAAAAAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHA!


[ragazzi, è meglio di Scary Movie!]

Festone

Non ho ancora scritto nulla sulla mia festa. In realtà è andato tutto così bene che non mi è rimasto nulla a ronzare in testa che giustificasse un post. Pensavo che si sarebbero annoiati, e invece si sono divertiti; per la prima volta sono anche riuscito a portarli al fiume. Una piccola reimmersione nel bosco dell'infanzia. Aveva ragione Laura: avrebbero mangiato come buoi; ma mi è comunque avanzato del cibo. 

Ricorderemo di tutto l'ambaradàn una tragedia in due battute:

M: Giulione, perché mi annusi?
G: Mary... che bello!... sai del manuale di Storia della Filologia Classica di Pfeiffer!
(Maria sviene)

martedì 22 luglio 2008

Sue

"È possibile che il tirannosauro infliggesse un singolo morso alle sue prede (con un morso poteva asportare oltre un quintale di carne), per poi seguirle, aspettando che morissero dissanguate."

(http://it.wikipedia.org/wiki/Tyrannosaurus_rex)

...Non serbarmi rancore. E' inutile. 

Come se non ti sentissi ansimare di rabbia, da qui, dove ti osservo senza che tu mi veda. Ma non puoi farci niente, puoi solo tentare di arrancare in salvo, con una lentezza insopportabile. Ci fosse un fiume, ti ci potresti tuffare, e pagaiare lontano dalla mia goffaggine terrestre. Ma ho scelto apposta questa piana sassosa, per assestarti il mio morso.


Ecco che cadi. Ti rialzi - per l'ultima volta. Quando cadrai di nuovo, sarò sopra di te. Il femore luccica, lì sotto quel mantello di sangue. Ormai gli altri sono lontani, il sole schianta, tu sei stremato; ma potresti ancora farmi qualche scherzetto. Sai che ci sono, ma non sai dove. 

Nella tua piccola mente di erbivoro non c'è spazio per tutte le incasinatissime trappole che ti ordisco contro da giorni e giorni, da quando mi sono accorta che eri giovane e lieve, e ti allontanavi troppo dalla mandria per seguire gli odori di piante sconosciute. Non si può dire che tu non l'abbia pagata. 

Non che io sapessi già come sarebbe finita, ve': non sono più giovanissima e tu avresti potuto scappare troppo velocemente per me... se solo ti fossi accorto di me un secondo prima. Sono quei famosi momenti sbagliati nei posti sbagliati, hai presente?

Su col morale, preda: non sparirà oggi la tua stirpe dalla faccia della Terra. Nè sarai l'unica vittima della notte che cade per sempre. Forse domani morirò io. Forse sarà tuo fratello a scamparla da me. Forse i miei nati, nel folto del bosco, verranno sorpresi e accecati da uno che non dovevano incontrare.

[Sue, il più grande esemplare di tirannosauro mai rinvenuto, era probabilmente una femmina. Al momento della morte aveva 28 anni, pesava 5 tonnellate ed era lunga 13 metri. Era vecchia. Il suo bacino era più spazioso di quello dei maschi, per condurvi meglio le uova.]

Ecdòtica avanzata

[A notte alta, lotta all'ultimo sangue tra un filologo classico e una filologa moderna. Potete vedere le ossa sparse in giro per il post]

ILA: Secondo te cosa vuol dire l'ultimo incomprensibile post di Tartufone? (lo trovate nel blog Necessità=Contingenza, n.d.A.) Necessita studio filologico molto approfondito.
GIULIONE: Aspetta. La parola chiave è 'aspetta'. (legge) Crudamente?
I: Mm.
G: Parole messe insieme in base al suono.
I: (ride) Dài, un senso deve esserci. Ora, solo perché è Tartufone e non Petrarca.
G: Non necessariamente... Tartufone adora stupire con i suoi trucchi. Petrarca non lo faceva semplicemente perchè non voleva farlo. Ma avrebbe potuto. Burchiello lo ha fatto.

I: Ma dai. secondo te chi è il tu? Dio?
G: Una lei. Vediamo...

Clamore in fa diesis, la cascata di marmo insanguinata dal reccàrpet e la luce di prosecco magnifica e pendente.

Questo è vino.
I: A parte il prosecco, nel resto dov'è il vino?
G: La cascata di marmo insanguinata...
I: Ecco, cos'è?
G: In fa diesis... un'atmosfera musicale e giocosa. La cascata di marmo... Un ambiente raffnato, dove si suona e si beve. Un ritrovo, un convito. Magari in un palazzo.
I: E reccàrpet?!
G: ...Wikipedia?
I: Ma dev'esser un gioco di parole.
G: Sicura?
I: Se cerchi su Google non trovi granché. Potrebbe essere red carpet...
G: Forse un altro vino?
I: Tappeto rosso, red carpet! Con la festa ci sta.
G: Hm! Stiamo ingranando.
I: Si.
G: Vediamo il resto.

Tutto il languore di Verlaine più 0,43, una leggera assenza sinaptica, una lacuna.

Quella cifra m'inquieta. Verlaine = maledetti francesi = feste, droghe, assenze sinaptiche.
I: Sì. Lo 0.43 mi resta ignoto, però. Dài, non sarà a caso. 0,43. Tasso alcolemico?
G: Hai ragione! Il vino ha un tasso alcolico. Il che, connesso con Verlaine etc etc... Insomma, un festino alcolico poetico drogaiolo.
I: Sì, ma non il tasso alcolico del vino, sarebbe troppo basso. Il tasso alcolemico nel sangue.
G: Si, ancora più azzeccato.

Scendi tu come da nube. Chi ministra gli astri e spartisce le maree? Chi ti condurrà oltre l'atrio e il mio sguardo assassino? La folla degli invitati recalcitra e ondeggia.

Nube, astri, maree = donna o Dio. Comunque presenza divina, nomotetica.
I: Sì, esatto. Lui mischia spesso le due cose.
G: Tartuf... l'io poetico non sembra avere un rapporto tranquillo con la donnaDio. Chiamiamola donnaDio.
I: DD per gli amici.
G: DD sia. Dunque... Lo sguardo assassino... Apparentemente la folla degli invitati al festino rumoreggia perchè non vuole che la DD venga allontanata. O lo vuole? Recalcitra... cioè, non vuole. Ma cosa? Che DD arrivi? L'atto che sancisce l'inimicizia Tartufone - DD è già stato compiuto? Ah, ma la DD è GIA' alla festa, penso.
I: Scende come nube. E questa è lei. Poi c'è un'altra entità - quella che dovrebbe amministrare astri e maree - che dovrebbe condurre anche lei.
G: Ma aspetta, non sono la stessa?
I: Non è esplicito. Non è da dare per scontato, secondo me.
G: Hm! Non ha il gusto di evitare lo iato.
I: Anche perché dice"Chi ti condurrà..." Quindi c'è un 'chi' e un 'tu'.
G: Però, dai, siamo sul fonosimbolismo spinto: minISTRA gli ASTRI...
I: Beh, è Tartufone.
G: Concentriamoci sulle entità. A me pare che colui che ministra etc. sia colei che è invisa a Tartufone. La stessa che scende dalla nube. Come nube, anzi.
I: Lascia sospeso che sia invisa. Non ne sono affatto certa
G: La connessione è stretta, tra nubi, astri e maree. E' invisa: lo sguardo è assassino. C'è un conflitto, o forse è erotismo.
I: Ma più tardi l'aspetta, e si convince della sua perfezione.
G: Eeehi, a quel punto ci arriviamo DOPO. La DD se ne deve andare (dopo essere stata condotta da chi ministra etc.), ma il pubblico non vuole che se ne vada.
I: Non sono d'accordo.
G: Spiègati.
I: Leggi attentamente. Ci sono due entità: un TU che scende, che arriva, a un CHI evocato - ma assente - che avrebbe il compito di condurre il TU.
G: Esatto. E fin qui.
I: Non c'è nessuno, per ora, che la conduce. Nemmeno la folla: infatti recalcitra e ondeggia. 
G: Eh, la folla non vuole che se ne vada.
I: Ma da dove trai che se ne sta andando?! Sta arrivando: scende.
G: OLTRE l'atrio: va via. Scende, ma se ne va subito...no, a pensarci bene scende ed ENTRA. Hai ragione tu.
I: Esatto. Alè.
G: Epperò lui ha lo sguardo assassino. Ma dunque la folla è sconvolta dall'apparizione di lei.
I: Può darsiFin qui abbiamo abbastanza chiarito, direi di andare avanti e capiremo meglio.
G: Aspetta. E' assodata la tensione erotico-sanguigna dell'io poetico nei confronti della DD?
I: Secondo me sì, ma soprattutto in virtà delle strofe successive.

Mi sfiori, il benzoino.

G: Benzoino?
I: Profumo.
G: Aspe', vediamo Wikipedia...

"Benzoino, nome scientifico: Styrax benzoin Dryander o Stirax benzoides Craib della famiglia delle Styracaceae. Pianta arborea o arbustiva, odorosa, delle Policarpali, con fiori a ombrella o capolino e frutto a drupa; da esso si estrae un olio odoroso usato in profumeria. Del benzoino si utilizza la resina, Benzoe F.U., che contiene benzoato di coniferile, leggermente tossico, che viene impiegato per la cura di dermatiti da contatto e la cura dello herpes simplex labiale. Le aree di produzione sono quelle Siam, Laos, Vietnam, Cambogia, e Thailandia. Dal benzoino viene estratta l'essenza principale con cui si produce l'orzata in Italia."

ORZATA, ILA! BEVANDA DA FESTINO! E siam sempre lì! Certo, ANCHE il profumo, correlativo oggettivo di lei.
I: Da dizionario: 

"Resina profumata estratta da tale albero, ricca di acido benzoico, usata in medicina e profumeria".

Scusa, ma da quando l'ORZATA è da festino!? A me ricorda più una specie di tisana.
G: ...ma è tipo gazosa, ve'. O no?
I: "L'orzata si presenta sotto forma di sciroppo di colore bianco lattiginoso da allungare in acqua fresca".
G: Ma è a base di mandorla, Ila... come il latte di mandorla.
I: Ma poi, scusa, si sfiorano... cosa gli trasmetterà, l'orzata o un profumo!?
G: E vabbè, ambivalenza...
I: Ok, vada per l'ambivalenza.
G: Ma anche la bibita... l'atmosfera da festino.
I: Comunque, secondo me c'è sicuramente una citazione dietro. Non ha messo proprio il benzoino a caso. Chissà chi lo cita.
G: Sicura?
I: No, ipotizzo. Ma qui non ci possiamo arrivare. Andiamo oltre.
G: Il congiuntivo.
I: Quale?
G: "Mi sfiori". (Dio, questi iato)
I: Congiuntivo!?! Io pensavo "(tu) mi sfiori", come "scendi tu".
G: La virgola. La virgola lo tradisce. Congiuntivo esortativo o concessivo, penso. "Mi sfiori pure, quell'odore."
I: ...secondo me è "mi sfiori, (sento) il benzoino". Beh, sono possibili entrambe.
G: Un po' ardita, questa sintassi. Che dice l'usus scribendi?
I: E poi è tutto rivolto a un tu. Sia lo "scendi tu" della strofa precedente, sia i verbi successivi, "già ti pèrdono..."...quindi anche "mi sfiori" lo vedrei rivolto al Tu.
G: Può essere e può non essere. Non sento pencolare verso uno dei poli.
I: Sì, teniamole entrambe.
G: Ma quella virgola... è la virgola del concessivo, vedi... "Mi sfiori pure, quel benzoino!"
I: Massì, ci può stare.
G: Ok.

Già ti pèrdono i silenzi, ti pèrdono i seduti, ti pèrdono i voltati.

I: Vediamo... chi è che la perde? i silenzi, i seduti, i voltati. Quindi tutti quelli che... sono in qualche modo passivi.
G: Si. Che non reagiscono a lei. C'è un'indifferenza generale.
I: Esatto... d'altra parte prima la folla recalcitrava e ondeggiava. Anche lì c'era diffidenza.
G: Il colon trimembre anaforico crea un senso di definitivo. La folla ecalcitrava e ondeggiava per lo stupore. Poi si cheta.
I: In ogni caso non va verso di lei, si tiene a distanza.
G: Peccato per tutti quegli iati! Mi torturano la bocca.
I: Ma che cazzo è 'sto iato!? [attendevo questo momento dall'inizio della conversazione, n.d.A.]
G: Incontro tra due vocali di due parole diverse. Una alla fine, una all'inizio.
I: Ah, ok. Vabbè. Comunque... DD provoca un palpito, con cui il nostro si convince della perfezione. Una specie di illuminazione.
G: Si.

Per quell'unico palpito solo mi convinci della tua perfezione. E se perfetta circolare, tornerai qui, dove ti aspetto.

I: DD ha un "movimento" circolare: è scesa, l'ha sfiorato, se ne sta andando...MA tornerà.
G: Manca un verbo in 'e se... circolare'.
I: "E se (in quanto) perfetta (sei) circolare". Dato che il cerchio è notoriamente forma perfetta.
G: ...sintassi ardita... Il cerchio degli eterni ritorni.
I: Conosco il mio polloLui sta lì, aspettando il ritorno. E poi descrive quest'attesa.
G: Quando il cerchio si chiuderà.

In piedi, timido e orante, e i grani del rosario le scalfiture

del tamburo della colt tra le mia dita

sotto il doppio petto (sotto pelle)

sotto il vociare e il trapestio (sotto tutto).

I: Già. Aspetta in un modo che avvalora l'associazione donna-dio. Però ritorna il motivo dell'assassino, che dobbiamo ancora spiegare bene.
G: La vuole uccidere. Ma perché?
I: Questo è inspiegabile, credo. Cosa c'è "sotto"?
G: Nell'intimo. Interior intimo meo.
I: Ma cos'è che sta sotto... la colt? Non vedrei il senso. Anzi, forse sì. Una colt sotto al doppio petto ci sta. E metaforicamente la voglia di uccidere sotto pelle, nell'intimo ecc. E sotto la confusione quotidiana del vociare e del trapestio.
G: Resta da capire perché uccidere DD. I grani del rosario... Le scalfitture... Minime percezioni tattili.
I: Beh, è nel parallelismo donna-dio e assassino-orante.
G: Di nuovo, estenuazione delle percezioni dovuta al festino drogaiolo. E la sua voglia di uccidere è sotto tutto, è il massimo segreto, la massima intimità. Ma perché uccidere?
I: ...conoscendo Tartufone, potrebbe essere semplicemente la trasposizione poetica dell'ultimo film d'azione che ha visto! (ride)

[Ila, santo cielo, che modi]