venerdì 3 dicembre 2010

Busia Borders (15)

Penso insomma che le mie allieve siano state felici. Abbiamo finito con Edipo venerdì 4 settembre; quando hanno capito che Edipo ha ucciso suo padre e sposato sua madre hanno fatto un oooh! oh my God! che mi ha erudito del fatto che almeno quello l'hanno azzeccato. Credo di avergliela venduta bene, come un giallo, una storia che dobbiamo leggere per capire chi è il colpevole, con annesso colpo di scena: l'hanno gradito, e sono riuscito a far loro comprendere ogni rivolgimento della trama in un numero sensato di ore. Avevo scritto alla lavagna la mappa dei luoghi, le freccine coi percorsi dei protagonisti, e una tabellina con i nomi dei possibili assassini di Laio, come vengono via via proposti nella tragedia: 1) banditi di strada, 2) una fazione ostile, 3) Tiresia e Creonte, 4) Edipo stesso; prima dell'ultima lezione, ho beccato Dorcas che fuggiva al suo posto dopo aver messo un 5) alla lavagna; ho chiesto cosa volesse scriverci, e Brenda mi ha informato ridendo che voleva mettere il suo nome come quinta sospettata. Detto, fatto. Ho scritto: 5) Dorcas. Quando, all'atto di rivelare il meccanismo finale e dunque il colpevole dell'assassinio, ho riesaminato tutte le opzioni e le ho cancellate una dopo l'altra, mi sono fermato sul 5), prima di arrivare a 4) Edipo, e ho detto più o meno Uhm. I don't think that Dorcas killed Laius, don't you? Si sono rotolate dal ridere.

[continua]

mercoledì 1 dicembre 2010

Busia Borders (14)

Poi ho avuto l'illuminazione. Far leggere loro non aveva senso: rallentava mostruosamente il ritmo, e io non dovevo certo valutare se sapevano leggere o capire: non erano bambine, ma ormai liceali. L'ideale era invece – e così ho fatto dalla lezione successiva in poi – leggere da solo, con l'intonazione e la voce di diaframma, tutte le parti, spiegando via via i passaggi e le parole non chiare, in modo da coinvolgerle emotivamente togliendo loro la fatica di leggere da sole un testo che, per chi non ha agio nella lettura, richiede tempo per essere capito e quindi gustato. Levar loro dai piedi l'incomodo di leggere, ha fatto paradossalmente capire loro meglio il testo; era come sentire la radio; hanno riso, sono rimaste stupite, e di tanto in tanto hanno anche fatto qualche domanda.

[continua]