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Immaginarseli vivi (5)

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[ scena: spiaggia dell'isola di Corvo, nelle Azzorre. Saremo più o meno nel 600 avanti Cristo. Oceano Atlantico, a metà strada tra Europa e America, proprio sulla dorsale medioatlantica. Giornata estiva assolata, un po' ventosa. Dodici triremi di Cartagine sono ferme a mezz'acqua: una frotta di scialuppe si è spiaggiata e ne scendono rematori, schiavi, ufficiali, tecnici, soldati. Su uno sgabello, Amilcare e Magone consultano un rotolo di papiro che è una carta geografica ] ANNONE  - Più la guardo e meno ci capisco. A rigore dovremmo essere qui (indicando un punto fuori della cartina). Tu che dici, Magone? MAGONE  - Dico che adesso ti butto agli squali. Tu, e quel fesso del timoniere della mia nave. ANNONE -  Non farti prendere dal panico, vecchio mio. MAGONE -  ...pronto? C'è nessuno? Ti sembra che io possa stare tranquillo? Hai presente che siamo in mezzo al mare esterno? ANNONE  - E con ciò? MAGONE (gesticola)  - Le nostre navi non sono ad...

shama'u u shadu

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ovvero, in accadico, il cielo e le montagne . Un giorno, facendosi largo tra cadaveri, carri rovesciati, lance spezzate, un re risalì la fiancata di un crepaccio all'imbocco di una valle, facendo cenno ai suoi generali che se ne stessero per i fatti loro. E camminò, con l'elmo tra le braccia, come un neonato. Forse tutto aveva un senso. Il centro, la periferia - il bordo. La tribù che avevano sconfitto non sapeva neppure parlare. Non conoscevano nessuno. Dovevano essere alla fine del mondo. E di là dal costone di roccia, lo strapiombo si sarebbe aperto con uno sbadiglio negli spazi eterni. Il sole, col suo volto indagatore, calando dall'altra parte della terra, si sarebbe voltato e l'avrebbe guardato con dispetto. Tutto finiva lì. Ma quando risalì e si sporse sul precipizio, vide una piana di polvere ed erba, e montagne di cedro e bosso, e il cielo profondo che fuggiva giù dall'orizzonte. Nulla finiva - nulla. Oltre le montagne lampeggiava un blu piatto e ...

Immaginarseli vivi (4)

[ vediamo come mi riesce la traduzione libera ] Gell. 9,4,1-5,1 Cum e Graecia in Italiam rediremus et Brundisium iremus egressique e naui in terram in portu [...] spatiaremur [...] fasces librorum uenalium expositos uidimus . 2.  Atque ego auide statim pergo ad libros . 3. Erant autem isti omnes libri Graeci miraculorum fabularumque pleni, res inauditae , incredulae, scriptores ueteres non paruae auctoritatis: Aristeas Proconnesius et Isigonus Nicaeensis et Ctesias et Onesicritus et Polystephanus et Hegesias ; 4. ipsa autem uolumina ex diutino situ squalebant et habitu aspectuque taetro erant. 5. Accessi tamen percontatusque pretium sum et adductus mira atque insperata uilitate libros plurimos aere pauco emo eosque omnis duabus proximis noctibus cursim transeo. ( il porto di Brindisi, in una mattina soleggiata nell'agosto del 158 dopo Cristo. Girano per il porto venditori di fichi e lupini, urlando; un banco del pesce chiude l'accesso al mercato, e in un angolino s...

Immaginarseli vivi (3)

I personaggi di questo dialogo sono esistiti; gli avvenimenti a cui partecipano hanno avuto luogo. Sulla loro mentalità e i loro caratteri, dovrete fidarvi dei miei venti-e-qualcosa anni di esperienza come Homo sapiens sapiens e i quindici-e-passa di pasticci con la storia antica. giardino del palazzo di Alessandria d'Egitto, in un torrido agosto del 258 avanti Cristo. Sullo sfondo, la città brulica di vita; il porto è fitto di vele. Le grida dei mercanti ammassati nelle ἀγοραί  gonfiano l'aria grossa e scura. Il giardino è circondato da palmeti che ombreggiano le tenere fioriture attorno ai laghetti e ai sentieri di terra battuta. Seduto su uno sgabello, Apollonio sta dettando ad uno scriba la nota spese delle νομοί  del Delta. Entra dal palmeto a sinistra, con fare timido e la tunica impolverata e lisa, Zenone. APOLLONIO (dettando)  - E per la ricostruzione dell'ala del Serapèo crollata, ottantamila dracme. Segna però a lato che metà le ha pagate Antìpatro d...