domenica 25 maggio 2008

Ricordo di Spagna

Improvvisamente un ricordo. Non fu quella sera?... Si. La notte di Siviglia entrava nel bagno dell'albergo con le sue lame calde e immobili. Ero appena uscito dalla doccia - durata un quarto d'ora e passa, per levarmi di dosso tutto il sudore, le bruciature e le irritazioni che mi becco inevitabilmente nei paesi caldi - e mi sentivo sereno. Esco dal bagno in pigiama. La nostra stanza sonnecchia nel buio. Una lucina fa capolino da una porta; entro. Emi legge con la lampada del comodino. Mi ha già letto qualcuno di quei Pensieri di Gramsci, giorni prima, quello sul non essere mai indifferenti, che ancora conservo come una regola. Gli do la buonanotte. Lui, col suo sguardo composto, mi restituisce il saluto. Passo nella mia stanza. Due letti vicini. La Gigia si è già infilata sotto la sottilissima coperta, voltata di schiena. Ma è ancora sveglia. Mi sistemo tra le coperte del mio letto, stendendo le gambe rinfrescate nell'intrico di bianco.
" 'Notte, Gigia."
" 'Notte, Huliòn."
E dormimmo.

1 commento:

toppe ha detto...

Beh, in effetti Huliòn fa più figo di Giulione.