martedì 3 giugno 2008

Gòmbola


In mezzo alla foresta, risalendo la collina, ho dato il braccio a Paola, che non vede dalla nascita. Era dal suo seminario su Kant che tentavo di parlarle. Non semplicemente conversare... desideravo la sua confidenza. Volevo sentirla parlare - ecco. Mi ha parlato di tante cose, della sua bambina, dei suoi studi, di sè. Io le reggevo il braccio e c'insudiciavamo di sudore a vicenda, ma non me ne accorgevo. Il fiato a un certo punto è mancato, ma neanche tanto a lungo. E poi, sul terreno piano, era praticamente lei che mi trainava - essendo, nella vita e nella filosofia, un trattore.

Durante il weekend a Gòmbola ho imparato come Aristotele dimostri che il valore di verità degli enunciati singolari contingenti al futuro non sia determinabile / decidibile come negli altri enunciati contingenti e non; ho scoperto la differenza tra vino amabile e vino secco e il professor Cavini ha concordato con me che sul riso al burro ci vuole il pepe. Ho cantato un paio di duetti con Paola, rischiato di offendere Carlotta e Giulia con pericolosissimi discorsi d'età apparente ed età reale, e forse rimediato inventandomi la storia della piccola Charlotte che attraversa il bosco per consegnare alla nonna la tesi di dottorato. Ho inoltre socializzato con un paio di asinelli. La dottoressa Teresa mi ha raccontato dei vecchi coloni portoghesi in Angola e dei corsi di medicina di guerra in Israele, e di quel tale che mandava i suoi due figli sempre su due autobus diversi, perchè gliene tornasse a casa almeno uno. Andrea ha ritrovato il suo mondo bambino sulla riva del torrente e, oltre a citare l'Armata Brancaleone di continuo ("...transea lo cavalcone! isso è forte, isso è saldo...!") ci ha minacciato per un'oretta o giù di lì con un bastone laser. Davide non voleva passare la notte in una camerata da dieci e forse per questo ha passeggiato lungo il fianco del colle, al buio, per tutta la notte. salvo poi acquattarsi in Pier Ugo, la sua BMW, a scrutare l'alba. E poi dicono che io sono strano.


E' stato un weekend sereno. Non so dire nulla di più esaustivo - e d'altro canto questa parola contiene mille cose. Let's stay in touch, come dice Andrea.

6 commenti:

toppe ha detto...

...So che tu hai odiato scrivere questo post :D
Ma a me è piaciuto tantissimo, sembrava di esserci... ma... tu quale sei, nella foto in alto...? :P

Anonimo ha detto...

Davvero molto ben narrato. Complimenti. Dal punto di vista meramente narrativo scorre che è una bellezza..

Se fossi però in Laura, m'ingelosirei forse per il contenuto patetico e benevolo del primo paragrafo. Giulio, Giulio...tu e la tua ostinata tendenza al buon samaritanismo


Che tenero!

emilio neoteros ha detto...

caro anonimo, ti supplico, fìrmati.

Anonimo ha detto...

Ehi...questa storia degli enunciati singolari contigenti al futuro me la dovrai spiegare...


Lynette

danai ha detto...

spiegami una cosa...Cavini ha portato a spasso la sua elite di prediletti?

babs ha detto...

interessante scambio di opinioni nella foto in alto...e ancora più interessante espressione concentrata in quella in basso!
detto questo visto che mi hai edotto sul fatto che aristotele la pensava come me e aveva quindi ragione la prossima volta con l'asino ci parlo io