martedì 17 giugno 2008

Lontano

E questo coso che gira per la foresta, scavalcando i tronchi caduti a terra, nel velo di verde umidore... remoto il suo sguardo, la sua coscienza non la ritroveresti. Il sentiero l'ha scavato sua madre, i suoi fratelli più grandi si nascondevano nelle fosse. La polla d'acqua lampeggia dietro il recinto di felci, e lui cammina senza pensieri, e sente la coda che oscilla tra gli sprazzi di luce. Il sangue, che pulsa nelle vene della vela, torna più caldo ai fianchi tesi nello sforzo di camminare. Le mascelle semiaperte respirano e respirano.


Il suo mondo, un'azzurra sfera - l'atmosfera solcata da nuvole e vortici, le lucenti navi del cielo. Non fu mai immaginata; è in un luogo che non è luogo, e noi non la vedremo mai.



[scusate, so che non dovrei. Era solo una pausa. Mo' torno alle cose umane. Anche perché c'è poco da commentare, qui]

3 commenti:

Laura ha detto...

L'amenità generica sulle amiche minacciate con le forbici è bellissima^^

(e una prova è andata! -3)

Anonimo ha detto...

ai, ai, giulio...Non dovevi..! Torna ai sentimenti, non ai dino, quelli sono NOIOSIIIIIIper tutti gli altri






























































































F

danai ha detto...

tutti gli altri possono andarsene a quel paese...
...sempre che ne abbiano uno...
insomma hai rotto!
almeno firmati no?...che vile...