sabato 9 agosto 2008

L'isola

Mise la testolina fuori dalla cerchia di radici aeree nelle quali s'era messo un po' di foglie secche per dormire. L'isoletta su cui s'era sistemato, al centro del fiume, era tagliata in due da un canale di acqua dolce che lo serviva due volte al giorno, tre nella stagione secca. La creaturina si alzò più che poteva e il disco d'ambra umida sparì e ricomparì dietro la palpebra. Qualche grosso animale se ne stava sull'altra riva del fiume per bere; le grosse araucarie e gli equiseti dell'isola lo nascondevano, ma gli davano comunque una buona vista. 

Spirava una brezza odorosa di semi. Una bruma nuvolosa dorava il cielo e lo ingrigiva all'orizzonte. Se avesse saputo cosa voleva dire, avrebbe capito che stava per piovere. Ma non aveva mai visto la pioggia.


Perché era nato in un deserto. Per abbandonarlo gli c'era voluto uno snello predatore urlante che tentava di addentarlo, sul fianco di un pendio. Allora si buttò a correre a perdifiato, senza sapere dove, stirando le sue lunghe gambe e graffiando la polvere col piede a tre dita. Uno scatto come si deve aveva salvato sua madre, suo padre e molti dei suoi fratelli e sorelle, e ora salvava anche lui. Non si accorse che il predatore gliel'aveva data su soffiando dopo pochi metri. Aveva corso per ore. 

S'era buttato a terra, col torace che stava per esplodere e l'aria diventata acido nella sua gola, le gambe ancora in frenetica corsa, il dorso che s'inarcava e la coda che sbatteva. Quando si calmò, si rimise sulle gambe doloranti e non capì dove si trovava.

O perlomeno: non ricordava quel luogo. Era la riva di un largo fiume, circondata da conifere ed araucarie.  In mezzo al fiume c'era un'isoletta di detriti. Lì andò a sistemarsi una creaturina di un metro e mezzo, e quando quella mattina, dopo mesi, uscì dal suo tronco, ignorò i segnali della pioggia che non aveva mai visto, e bevve a lungo nel canale, con una certa serenità.

1 commento:

Gallo ha detto...

Oh, le telenovelas sui dinosauri hanno rotto le palle.
Scrivi qualcosa di più interessante, o scordati il carico di cibo per il megalodon.