lunedì 30 marzo 2009

Immaginarseli vivi (5)

[scena: spiaggia dell'isola di Corvo, nelle Azzorre. Saremo più o meno nel 600 avanti Cristo. Oceano Atlantico, a metà strada tra Europa e America, proprio sulla dorsale medioatlantica. Giornata estiva assolata, un po' ventosa. Dodici triremi di Cartagine sono ferme a mezz'acqua: una frotta di scialuppe si è spiaggiata e ne scendono rematori, schiavi, ufficiali, tecnici, soldati. Su uno sgabello, Amilcare e Magone consultano un rotolo di papiro che è una carta geografica]

ANNONE  Più la guardo e meno ci capisco. A rigore dovremmo essere qui (indicando un punto fuori della cartina). Tu che dici, Magone?
MAGONE  Dico che adesso ti butto agli squali. Tu, e quel fesso del timoniere della mia nave.
ANNONE (carezzevole) Dai, vecchio mio. Non farti prendere dal panico.
MAGONE (esasperato) ...SVEGLIA, Annone! Ti sembra che io possa stare tranquillo? Hai presente che siamo in mezzo al mare esterno?
ANNONE  E con ciò?
MAGONE (gesticola) Le nostre navi non sono adatte a questo mare. Le onde sono troppo alte. Nel viaggio di ritorno, sempre che capiamo da che parte sono le colonne di Melkhart, la prima onda un po' più grossa del solito e la trireme andrà in pezzi. Ci toccherà restare qui per sempre!
ANNONE (ridendo) Non sarebbe poi tanto male. Hai calcolato la rotta di rientro?
MAGONE (rimugina) Mi serviranno le stelle. Aspetteremo stanotte. Per Tanit!... Che ansia.

(arriva Amilcare con una cesta di frutti)

AMILCARE  Poco rompere, Magone... risparmia le forze per navigare. Ecco, senti questa frutta. E' buonissima.

(i tre masticano)

ANNONE  Buona! Dove l'hai trovata?
AMILCARE  (indicando un punto) Là.

(si incamminano oltre la spiaggia. Intorno a loro, una frotta di marinai sta scaricando tende, accendendo fuochi, raccogliendo provviste e piantando pali per fare una rozza ara.)



AMILCARE (dopo un po' di silenzio rotto solo dalle grida in punico dei lavoranti e dal vento sul mare) Che spettacolo, eh?
ANNONE  Vero. Mi ricorda certi angoli della Mauritania, su sulle montagne.
MAGONE  Chissà. Lì è pieno di vulcani.
AMILCARE  Bè, questo è un vulcano, praticamente.
ANNONE  Magone, secondo i tuoi calcoli potrebbero esserci altre isole come questa?
MAGONE (indica il mare) Nei dintorni, di sicuro: ce ne è una a sud, l'abbiamo avvistata prima in ricognizione con le liburne. Poi, verso est, altre. Ma direi lontane. Il mare qui nei dintorni ne rivela la presenza: il fondale sembra più basso, e ci sono rami, tronchi e fogliame che galleggiano qui nei pressi; e uccelli che di sicuro hanno il nido non lontano. Probabilmente incontreremo delle isole nel tentativo di tornare verso le colonne di Melkhart. Il che non sarebbe male.
AMILCARE (perplesso) Ma se siamo venuti da lì, come mai non le abbiamo incontrate?
MAGONE (seccato) Si, sarei curioso anch'io di capirlo, visto che il qui presente capitano, d'intesa con il timoniere, non ha ancora avuto la buona grazia di spiegarsi.
ANNONE  Di necessità virtù, cari. Ricorderete che dovevamo circumnavigare l'Africa, no?
AMILCARE  I suffeti sono stati chiari. Avevano preso accordi con l'Egitto, perché ci accogliesse al nostro ritorno. Sembrava facile: i Fenici al servizio del faraone Necho l'hanno pur fatto.
ANNONE (ricordando) Però, arrivati alla foce di quel grande fiume proprio sotto il deserto dei Mauri, siamo scesi a terra e ci hanno attaccato quei grossi gorilla.
MAGONE (mani nei capelli) Non me lo ricordare. Metà delle scialuppe distrutte.
ANNONE (cupo) E dopo questo, abbiamo incontrato una serie di forti gorghi. Tornare indietro non riuscivamo, andare in avanti era un suicidio: così ho fatto la cosa che d'istinto farebbe chiunque: ho rivolto la prua verso l'oceano.
AMILCARE (allibito) Senza sapere dove andare?
ANNONE  Abbiamo preso un vento buono, e non ci sono state tempeste.
AMILCARE (colpito) L'abbiamo rischiata enorme! 
ANNONE  L'alternativa era morire. Un buon commerciante non muore a casaccio. Tantomeno un Cartaginese.
MAGONE Sta di fatto che dopo un mese di navigazione senza vedere un filo di terra siamo arrivati qui. Ho calcolato più o meno a spanne che giro abbiamo fatto: dovremmo aver imboccato uno strano percorso in diagonale rispetto alla costa dell'Africa. La distanza rispetto alle colonne di Melkhart, però, la ignoro.
ANNONE (battendo una mano sulla spalla nel navigatore) Lo scopriremo solo navigando, mio buon Annone. Quindi tu fai i tuoi bravi calcoli in tutta calma, perché qui rimarremo almeno una settimana buona: e poi, quando sarai pronto, ritorniamo a Qart Hadasht.

(il sacerdote di Melkhart suona un timpano. Tutti accorrono alla rozza ara di legno. Il sacerdote vi brucia alcune offerte, piante e frutta: tutti gettano sul rogo un gioiello, un pezzo di metallo, di cuoio o di stoffa)

ANNONE  Amilcare, hai visto per caso qualche resto umano, nel tuo giro sull'isola?
AMILCARE  No, perché?
ANNONE  Così. Sai che secondo le leggende l'eroe Melkhart arrivò fino all'estremo occidente.
AMILCARE  Si, ma dissuase chiunque dal superare le sue colonne.
ANNONE  Ma l'estremo occidente lui lo vide: e mi sa proprio che è questo. Pensavo che magari aveva lasciato un messaggio.
MAGONE  Come no. "Ai coglioni arrivati fin qui: spero che vi divertirete, in fondo al mare, nel caldo abbraccio di uno squalo. Che Baal vi assista!"
AMILCARE  Come sei tragico, Magone.
MAGONE (sbuffando) Bah! Sono pragmatico, io. Dico quello che penso perché in genere è vero. Ma alla fine della settimana avrete il vostro stramaledetto calcolo di rotta. Sono pur sempre un Cartaginese.
ANNONE (sospirando) Una settimana! Penso proprio che girerò l'isola in lungo e in largo. Non cammino per terra da mesi.
AMILCARE  Io mi farò mettere una tenda sotto quell'albero e dormirò.
MAGONE  Occhio, signori, a non affezionarvi troppo. E' vero che qui si sta bene: ma non tocca a noi viverci.
ANNONE  Magari potremmo portarci qualche colono.
MAGONE  Magari state zitti, visto che stiamo adorando Melkhart.

(vicino all'ara, Magone mette un cavallino di legno e getta a terra alcune monete, per pagare al dio dell'isola il prezzo della permanenza e il tempo sereno. Finito di pregare, si disperdono ognuno per le proprie occupazioni. Annone recupera da una scialuppa la sua tavola di bronzo e incide il resoconto dell'ultima settimana di viaggio. Al ritorno a Qart Hadasht, la appenderà nel tempio di Baal Hammon: qualcuno la copierà, e oggi noi abbiamo il Periplo di Annone.)


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