giovedì 12 marzo 2009

On the road


Più o meno da queste parti, nella verdeoscura piana del Po, si trova Bomporto. Un ridente paesino sistemato beatamente fuori Modena, tra Sant'Agata e Nonantola, costituito da un centro cittadino, un municipio, una chiesa o due, "Lorella abbigliamento" e la gloriosa Banca Popolare della Riva Destra del Panaro - chissà se ha risentito della crisi. E fin qui, direte voi, mi interessa meno della diffusione delle araucarie nel Triassico Medio. A me quest'ultimo argomento interesserebbe parecchio, ma lasciamo perdere. Una sera di mercoledì ho imbarcato la folle Nunzia's, già nota come creatrice dell'universo e del bordello che in esso prospera, e siamo andati a Bomporto ad assistere ad uno spettacolo, Buchi nel cuore, scritto e interpretato dalla mia referente di tirocinio, Angelica. Il viaggio è stato degno di nota. Urlavamo come scimmie perché non trovavamo quest'accidente di paesino, e ci siamo pure persi. Ma che è quella roba, una piadina? Giovi, dovevo pur mangiare, tieni, ti ho preso una bibita, oh grazie, aspetta che me la bevo.. ma non passsarmela ora, che sto curvando, scusa, e insomma bisognava seguire di qua, ennò Giovine io scendo che ho paura, ma piantala non succede niente, e chi è questo cretino, cosa mi sorpassi a fare, cos'è 'sto posto, Giovine dai facciamo in tempo, no cosa dici siamo in ritardo, Giovine dai mi parli di quello che fai con Chiara, ok ma tu parlami di quello che fai con Gianlo, ma Giovine cosa dici, appunto, meglio non scendere nei particolari o i diretti interessati si potrebbero inquietare, Giovine, ma non è che, Nunzia's, ma secondo te!!! Oddio, questa strada dove porta? Sentiamo un po' di musica? No, Giovine, un corno, ora tu spettegoli a dovere, usciamo qui?, no, è l'uscita sei, siamo alla tre... guarda il numero sei, Giovine, hai presente? il numero sei, com'era pure il numero sei? il tondo e la gambetta? quello è il nove, Giovine... ma oh, credi di essere più intelligente di me? ...si!

Arriviamo a Bomporto alle nove spaccate. Il paesino ride quieto nella notte nera. Assistiamo allo spettacolo, e dati i due biglietti omaggio, mangiamo come delle bestie perché quei soldini li si doveva pure spendere. Dopo lo spettacolo, abbiamo dato una mano a imballare gli specchi con lo scotch (Giovi, non staccare lo scotch con tutti i denti, che dai una craniata... oh, credi di essere più intelligente di me? ...si!), a sollevare le strutture di metallo, a smontare i teloni (aaargh! ma che è 'sta polvere? Borotalco, ce lo mettono perché non si attacchi! Kaff kaff), e infine ci siamo reimbarcati in macchina e tra mille risate l'ho riportata ad Ozzano Emilia.

3 commenti:

Divina Provvidenza ha detto...

Qui, mi pare, scarseggiamo di commentandi.

Sarà causa di un'epidemia che stende di giorno in giorni migliaia di lettori di blog e gli rode le mani o stai iniziando a scrivere cose sempre meno interessanti!?

Paranoia ha detto...

D. P., hai il mio appoggio.

Anonimo ha detto...

Ahah, siete fantastici! Posso venire anche io la prossima volta?
Un abbraccio,
Willy

P.S. Divina Provvidenza e Paranoia---> antipatici!