sabato 13 marzo 2010

Madri (2)

Mia sorella e i miei dieci, dodici nipoti saltellano sulle quattro zampe, per superare il fitto sottobosco. I miei pargoli se ne stanno placidi a trottare sotto la mia coda, e ce ne stiamo all'interno del branco, dove stanno le femmine ancora giovani e le nidiate. Eppure io continuo ad essere nervosa.

Mia sorella non è proprio il modello di una che sta attenta alle cose. Se fai il tuo nido accanto al suo per tre stagioni consecutive, te ne accorgi. Non bada alle uova come dovrebbe – si distrae, guarda per aria. Guardatela, come starnazza felice – mentre aspetta che attraversiamo il centro della foresta, per arrivare dall'altra parte. La mandria, in compenso, non sembra del tutto tranquilla, ed io è un'ora che annuso un odore che non mi piace.

L'idea è che quando uno di noi sente o vede qualcosa che non gli piace, manda un urlo: e allora tutti ci mettiamo, come un solo animale, a correre in una sola direzione, più veloci che possiamo. I piccoli sono già tranquillamente in grado di tenere la nostra andatura anche alla massima velocità, e non sono più un freno per nessuno. Ma qui siamo circondati dalle piante, e correre è impossibile. Dall'altra parte della foresta c'è un fiume, dove al massimo potremmo tuffarci – non c'è carnivoro che sappia nuotare.

E' che ho come quest'impressione, che qualcuno ci stia seguendo. E non da poco, ma da giorni e giorni. Qualcuno ci osserva e sceglie con cura il più debole, il meno veloce, il più grasso, il più vecchio, il più indifeso. Qualcuno si sta arrovellando per vincere la nostra allerta. Potrebbero essere tra i tronchi – il loro odore, confuso tra quelli asprissimi del sottobosco, le loro sagome pasticciate in mezzo alla vegetazione – ricontrollo per l'ennesima volta che i miei nati ci siano tutti e siano dietro e di fianco a me – potrebbero essere più di uno, potrebbero essere un gruppo –

e qualcuno di noi forse dovrà

2 commenti:

Anonimo ha detto...

In una cornice dal sapore Giurassico dove giungono gli odori della vegetazione alle mie narici,hai collezionato un pezzo degno di un romanzo d'altri tempi.Gli animali del passato sembrano le ombre della nostra anima vaganti in un mondo ancora acerbo.Complimenti di cuore

emilio neoteros ha detto...

...ma...ma...grazie, Anonimo, mi fai venire le vertigini... dove posso leggerti, o trovarti?