giovedì 22 gennaio 2009

Elegia del silenzio

[da qualche parte, a sette miliardi di chilometri dal Sole. Silenzio, com'è naturale.]

PLUTONE  ...Non lo vedo più.
CARONTE  Cosa?
PLUTONE  Dico che non lo vedo più.
CARONTE  Si, ma che cosa?
PLUTONE  Il Sole. Non lo distinguo più dalle altre stelle.


CARONTE  Sarà che siamo all'afelio. Tu aspetta un altro secolo e vedrai che torna visibile.
PLUTONE  (ansioso) Tu non riesci proprio a vederlo?
CARONTE  No, come faccio? In questo momento per me è in eclisse, ci sei tu davanti.
PLUTONE  Ah. Bè, scusa.
CARONTE  (seccamente) Scusa di che? Come se potessi muoverti per i fatti tuoi. Si può sapere che ti prende?
PLUTONE  ...Ma... niente di diverso dal solito.
CARONTE Io non direi. Hai detto più parole in questi ultimi venti secondi che nelle scorse duecento orbite. E il tuo tono lamentoso mi è nuovo.
PLUTONE (pensoso) E' un po' che l'atmosfera mi dà fastidio. Vedi il biancore sul mio fianco? Probabilmente una tempesta.


CARONTE  Quella non è una tempesta. E' ammoniaca che fluttua qui e lì.

(oscillazioni orbitali. Una grande sfera blu compare sull'eclittica)

Che sono questi scossoni?
PLUTONE  Nettuno che si avvicina. Per i prossimi decenni il pianeta esterno sarà lui.
CARONTE (ringhiando) Maledetta orbita eccentrica. Dovresti dirgli qualcosa.
PLUTONE (sognante) No. Perché? Pensaci. Magari una di queste volte l'attrazione gravitazionale ci traina verso di lui.
CARONTE (allarmatissimo) No, dico, scherziamo?!
PLUTONE  Che c'è di male? Saremmo più vicini al Sole!
CARONTE (seccato) Te ne regalo mille, di soli. Con te proprio non si ragiona. Vuoi barattare la calma ed il silenzio, il nostro essere unici ed autosufficienti, col diventare uno dei venti satelliti di quella specie di sferoide blu? Hai idea di come se la passano Larissa, Alimede e Tritone?
PLUTONE  Non stanno bene?
CARONTE  Stanno com'è presumibile stare quando giri intorno a una bestia di quella stazza. Sono palle di ghiaccio amorfe. Non dico altro.
PLUTONE  ...E noi cosa siamo?
CARONTE (puntualizza) Palle di ghiaccio tonde. Ben levigate, senza strappi o cascatoni. Inoltre tu hai un po' di roccia. Te l'ho vista benissimo. Col fatto che ti giro intorno, capita spesso che ti fissi la superficie.



PLUTONE (incespica) Ma tu, non hai mai... voglio dire, tutto questo non ti sembra... Caronte, insomma, tu non...?
CARONTE  Non ti sto capendo.
PLUTONE  Non riesco a pensare.
CARONTE  Non ti è richiesto.
PLUTONE  No, è che qui... fa troppo freddo.
CARONTE  Da quando in qua tu senti una cosa come il freddo?
PLUTONE  Caronte, tu... non ti senti... non lo so... schiacciato?
CARONTE (spallucce) Può darsi che io lo sia; ma non è che me ne accorga più di tanto. E' vero, ci sono tante cose molto grandi che mi circondano. Ma del Sole, di Nettuno, della nube che sta oltre noi, m'interessa poco - in fondo sono così lontani. Il mio orizzonte sei tu.
PLUTONE  E basta?
CARONTE  C'è altro?
PLUTONE  E tutto il resto?
CARONTE  Io ho te: non ho bisogno d'altro. Per quanto tu sia piccolo, io posso stare benissimo nella tua orbita. Tu a tua volta hai il Sole.
PLUTONE (con disprezzo) Una stella un po' più vicina delle altre. Cioè niente.
CARONTE  Ci sono gli altri pianeti.
PLUTONE  Enormi masse di gas che incrocio solo per caso, e non si degnano né di rivolgermi la parola né di accogliermi nell'orbita.
CARONTE (sbuffando) Oh insomma, e chi ne ha bisogno. Hai una tua orbita personale e nei sei padrone; hai persino un satellite. ...Oh, guarda, non sei più in eclisse. Vediamo se riesco a... eccolo là, il nostro signore e padrone. Ma sai che hai non hai tutti i torti? Se non sapessi dov'è, scambierei proprio il Sole per una stella molto luminosa.
PLUTONE (sospira) Lo hai appena fatto. Quella è Proxima Centauri. Il Sole è un po' più a destra.
CARONTE  Oh, povero me.
PLUTONE  Eh. Capisci quello che voglio dire?
CARONTE  Bè, in fondo non sono tenuto a sapere dov'è il Sole. Sei tu che conduci le danze.
PLUTONE (esasperato) Caronte, mi hai visto? hai visto cos'ho sulla faccia?
CARONTE (elencando) Ghiaccio d'acqua, metano, silicati, azoto, monossido di carbonio. Varie contrafforti montuose. Terreno irregolare.
PLUTONE  Terreno morto.
CARONTE  Bè, più o meno come me.
PLUTONE (esasperato) Si! Me, te, la stessa cosa! Il ghiaccio, la morte, il nulla: nient'altro. Una parodia di giornata che mi regala l'indifferenza del Sole.
CARONTE  Ma, Plutone... è nell'ordine delle cose che noi...
PLUTONE (continua il discorso) Poi cade la notte. Ma chi vuoi che dorma? Senza luce mi sembra di non esistere - di galleggiare nello spazio vuoto senza alcun punto di riferimento. E allora mi si strozza in gola un grido che nessuno sentirebbe comunque. Allora impazzisco, e mi vedo perduto, sconnesso da ogni gravità, sepolto vivo in una tomba infinita d'idrogeno e niente.
CARONTE (panico) Cosa vai a pensare! Guai se sfuggissimo alla morsa del Sole! Vagheremmo nell'eterno buio, per sempre!
PLUTONE (con forza) Sono meglio, duecento anni di orbita attorno a quest'occhio che non arriva a vedere fin qua?
CARONTE  Si. E' meglio del dolore, del vuoto, della follia.


PLUTONE  ...Forse stiamo esagerando. Forse non sarebbe così male sfuggire al Sole.
CARONTE  Non voglio nemmeno sentirne parlare.
PLUTONE (delirio) Pensa se un giorno Nettuno scantona un poco e ci scardina dall'orbita, ma poi si allontana troppo e noi vaghiamo, liberi.
CARONTE (nervoso) Plutone!... Ora esageri.
PLUTONE (elucubra) Pensa se una stella errabonda, una gemella del Sole, si avvicina troppo a noi. Ti ricordi quando le contavamo, prima di dormire, le Stelle Vicine? E quella piccola luce intermittente, che non capivamo se era in orbita attorno a noi o vagava per conto suo? Pensa se si avvicinasse, e ci liberasse.
CARONTE (nervosissimo) Plutone!... Basta!
PLUTONE (esaltato) E allora via, per la pianura interminabile delle stelle.
CARONTE (secco) A morire di terrore.
PLUTONE (sognante) A morire? No. Perché? Mille piccole attrazioni, duemila gravità ci farebbero girare a casaccio, esplorare, vedere nuove cose. Un giorno, lontano, una gravità più forte delle altre potrebbe prenderci con sé. E allora forse sarebbe la morte. Ma possiamo chiamarla morte?
CARONTE  Io direi di si.
PLUTONE (scuote la testa) Troppo semplice. Pensa invece se ci attrae a sé un pianeta vivo. E noi cadiamo, cadiamo verso di lui, corriamo ad abbracciarlo, innamorati del suo verde, del suo azzurro, del suo caldo, di un Sole che non è lontano. L'attrito dell'atmosfera ci scaverà via millenni e millenni di buchi di comete, insulti di meteore, furori dei nostri miseri venti; rocce, che credevano di essere le sovrane dei nostri minuscoli continenti, verranno livellate; e si, il calore sarà tremendo, ma sarà calore, Caronte mio. E poi toccheremo quella terra non inutile, percorsa ed accarezzata da forze che non sono il vento solare, non gli asteroidi, non il gelo; stretta da creature che crescono, che conoscono il tempo e le sensazioni. Parte di noi si abbatterà al suolo, formerà una montagna di detriti. Su di noi si arrampicheranno radici - fiumi scaveranno i loro corsi - foglie gonfie di sole e di acqua sfioreranno la nostra superficie - animali correranno sopra di noi, e col chiasso ed il battito dei piedi c'impediranno, nella morte, il sonno.
CARONTE  E saremo un nulla; non più noi!
PLUTONE  E saremo una cosa viva; ed avremo la luce.


[e ripresero le loro silenziose orbite.]

7 commenti:

Chiara ha detto...

Tu ti droghi.

Martynaso ha detto...

mi è piaciuta, ma tu sei pazzo

hap ha detto...

pazzo?! Certo che è pazzo!!
Un pazzo visionario e geniale!!
Giulio... È meraviglioso!!!
(ecco. Mi sento un po' monotona, a volte)

eli_kalù ha detto...

...semplicemente magico...

toppe ha detto...

...puttana giulione, è bellissimo. L'ho letto d'un fiato. No, dico, proprio bello bello.
Ma l'idea dei pianeti parlanti è tua o l'aveva già inventata qualcun altro?

La Zia ha detto...

bellissimissimo...ecco...adesso voglio andare su plutone:p

cat ha detto...

mi è piaciuta un sacco =)
però..sì..cioè..per arrivare a scriverla devi essere pazzo =)
..con affetto ;]