mercoledì 20 maggio 2009

E siamo a un anno di blog.

Da piccolo - molto piccolo - ho avuto una visione. E' tornata, poi, molte volte. Non l'ho mai raccontata a nessuno.

Ecco: c'era, sul fondo di un burrone, vicino ad uno specchio d'acqua, una creatura che tutte le sere infuocate scendeva a bere dall'alto della collina. Tutte le rocce erano rosse e polverose e il sole che scendeva piano proiettava un teatrino di ombre lunghissime.

Una pietra è rotolata all'improvviso sulle sponde del lago, e la creatura ha alzato la testa verso la parete obliqua del baratro

e sopra di lei c'era il suo nemico.

Il nemico avrebbe potuto fare a pezzi quella carne inerme. La morte stava nei suoi occhi verdi e a pochi metri dalle sue braccia e dalla sua bocca. Ma per uccidere si era arrampicato sul dorso del baratro, e nello scendere dal fianco della collina si era bloccato. Un altro passo e sarebbe scivolato e precipitato. Così, stava immobile, e non poteva ferire.

Ma, lì dov'era, non lasciava che la creatura fuggisse e la guardava con odio e spavento. C'erano terrore, incertezza, odio, desiderio di vivere, angoscia, il buio. C'era una danza che non era nè tremenda nè lieta: era un malinconico commento al fatto che non era possibile muoversi.

Così com'erano, stettero fermi.

E non ho mai saputo la fine.


Vorrei tanto raccontarlo.

2 commenti:

toppe ha detto...

(clap clap)
..ma cosa vorresti raccontare?

emilio neoteros ha detto...

questa scena, per sempre.