lunedì 6 luglio 2009

Elegia della vanità

[da qualche parte, a un miliardo e mezzo di chilometri dal Sole. Sessanta lune che arrancano, e Titano, alto sul polo settentrionale di Saturno, che li osserva orbitando con flemma]

TUTTI (saltellando nel vuoto) E uno - e due - e tre.
ATLAS (fa una piroetta) Orbitaaaa!
TUTTI (idem) E quattro - e cinque - e sei.
MIMANTE (idem) Orbitaaaaa!
ENCELADO (instabile) Non mantengo.
DIONE (medita) Colpa di quell'asteroide di passaggio.
PANDORA  Si, però non venirmi addosso.
ENCELADO  Non dipende da me.
PANDORA (timida) Scusa, è vero.
DIONE (guarda verso l'esterno) Eccolo che ritorna. Non starà mica per entrare in orbita pure lui? Qua siamo belli pigiati.
REA  Gli si può dir qualcosa?
DIONE   Servirebbe?
EPIMETEO (rullando sull'anello) Di grazia, signor nostro: spostate un po' l'anello, sennò mi scartavetra tutta la superficie.

[silenzio.]

Signor nostro?
PAN  Non parla.
PANDORA (rapita) Fa paura, lassù, in ombra. Sembra un gigante che ci venga addosso.
DIONE (idem) O un tortuoso pensiero.


TITANO (con energia) Silenzio, laggiù. Proseguite la coreografia senza interrompervi ogni due rotazioni. Encelado si adatti all'asteroide e si sforzi di mantenere. Pandora eviti le similitudini colorite. Epimeteo non si chieda cosa l'anello può fare per lui, ma cosa lui può fare per l'anello, dato che insieme ad Atlas e Prometeo è un satellite pastore, e si suppone che siano loro a tenere a piombo la linea del pulviscolo.


EPIMETEO (seccato) Senti, Titano...
TITANO (gelido) Il voi.
EPIMETEO (irritatissimo) Sentite, Titano: siamo sessanta satelliti e un anello che è il più spesso del sistema solare. Con tutto il rispetto, non si può tenere a piombo l'anello secondo le precise volontà del signore Saturno, e contemporaneamente orbitare secondo una complicatissima coreografia che regolarmente altera gli equilibri gravitazionali di tutto il nostro sistema. Basterebbe scambiare quattro chiacchiere con un qualche altro pianeta con molti satelliti e un anello, per capire che è insano - o quantomeno per farsi dare due dritte.
TITANO (calmo) Piuttosto, è il signor nostro che potrebbe dare due dritte ad altri. Ma il discorso è ozioso: il signore Saturno non ama parlare, né con gli altri inquilini del sistema, né con chicchessia. Non se ne vedrebbe nemmeno l'utilità, del resto.
PANDORA (isterica) Titano, per la miseria...
TITANO (tronca la conversazione) La gravità mi porta sul lato opposto. State entrando nel lato notturno. La conversazione finisce qui.

[Titano scivola verso la luce e guarda Saturno.]

Tutto bene, signore? 
SATURNO (concentrato) Mi sto inclinando.
TITANO Vi vedo.
SATURNO  Come ti sembra l'effetto?
TITANO  Così è troppo. Meglio un po' meno, forse?...
SATURNO (mestamente) La gravità non me lo permette.
TITANO  Mi dispiace, signore.


SATURNO (triste) Non sarò mai come vorrei.
TITANO  Felice?
SATURNO  Bello.
TITANO  Parlate a frasi brevi, signore, e raramente. Come mai?
SATURNO  Se parlo troppo, mi si sfalda l'inclinazione. Ci ho messo millenni a raggiungerla. Sai, ho scoperto che quando parlano, i pianeti emettono piccole onde, e queste possono destabilizzare la loro inclinazioni.
TITANO  Di pochi micron.
SATURNO  E' abbastanza.
TITANO  E così ve ne state in silenzio.
SATURNO (ansioso) Che importa? Nessuno si parla, nessuno ne ha voglia. Ma io so che tutti guardano. E io non voglio fare brutta figura. Oggi ero proprio davanti a Urano, nel moto orbitale, e sono sicuro che mi ha guardato, per un attimo. Sarebbe stato tutto perfetto. M'avrebbe visto, e avrebbe finalmente provato rispetto per me. Ma poi è andato tutto in malora, un satellite ha oscillato e ha rovinato l'effetto.
TITANO  Quando sarete di nuovo in vista con lui?
SATURNO  La prossima rivoluzione. Duecento anni.
TITANO  Per noi, come dire domani.
SATURNO  Appunto. Non posso perdere neanche un secondo.

[pausa]

Trovo che tu abbia un bel colore, oggi. Il vermiglione ti dona.
TITANO (con orgoglio) E' il vapor d'acqua che ho nell'atmosfera, signore. Riflette le increspature dei miei oceani. Non c'è niente come il metano per darmi questo colore.
SATURNO  Oceani. E i tuoi continenti?
TITANO  Li sto mettendo in ordine, con pazienza. Sono irrequieti. La coltre di nubi impedisce a chiunque di vederli, così posso lavorare con calma.
SATURNO  In vista di cosa?
TITANO  Credo che mi colonizzeranno.

SATURNO  Davvero?
TITANO  O quanto meno, ci proveranno. Dubito che sarà possibile, e in fondo neanche li vorrei, a camminarmi sopra. Mi sporcano il ghiaccio. Tuttavia, prima o poi atterreranno su di me, e allora voglio che lo spettacolo sia perfetto. Un mare di etano in tempesta, e una collina rossa proprio davanti; il sole, una piccola stella, là in alto nel cielo, e voi che con l'anello occupate metà del vermiglio atmosferico.
SATURNO (soffuso) Che bello sarai.


(mesto) A volte ho l'impressione che solo tu mi capisca. Come farò, quando avrai gli umani sul groppone?
TITANO (calmo) Non resteranno a lungo, signore. Sperano che su di me ci sia vita. Quando capiranno che non c'è, né ci può essere, se ne andranno delusi.
SATURNO (seccato) La vita. Con tutto il chiasso che farebbe.
TITANO  Intendiamoci: magari i colori si intonerebbero.
SATURNO (allarmato) E' un bel rischio.
TITANO  Si.


[e ripresero le loro orbite altamente decorative.]

2 commenti:

Martynaso ha detto...

giulioneeeee sono geniali!!! ANCORA *__*

Anonimo ha detto...

Davvero bel racconto, credevo fosse tratto da un libro.. Complimenti! Daniele Bianchino.